Punti patente: come funziona e cosa cambierà

Punti patente: come funziona e cosa cambierà

Il sistema dei punti patente è stato introdotto ne 2003 per promuovere la sicurezza e la prevenzione degli incidenti stradali. Ecco come funziona e quali saranno i possibili cambiamenti

Tra pochi mesi ci saranno cambiamenti importanti per quanto riguarda il Codice della Strada: si sta discutendo, infatti, di modifiche relative al sistema dei punti patente, della sua revoca e delle sanzioni. L’obiettivo dichiarato del Ministero dei Trasporti è ridurre il numero dei morti sulle strade, ovvero degli incidenti.

Secondo i numeri pubblicati dalla Polizia Stradale, nel 2022 ci sono stati 70.554 incidenti sulle strade italiane, in crescita rispetto ai 65.852 del 2021, anche se bisogna tener conto delle norme in vigore per contenere la diffusione del Coronavirus.

Di tutti questi incidenti 1.362 sono stati mortali, con 1.489 vittime, 28.914 con lesioni e 42.300 persone ferite. Guardando, però, al 2019 gli incidenti mortali sono calati dell’8,3%. Durante i controlli delle forze dell’ordine sono state contestate molte infrazioni al Codice della Strada, con relativo ritiro della patente, nonché di punti patente decurtati.

Punti patente, come funziona

La patente a punti, entrata in vigore a luglio 2003, è un sistema con il quale sono penalizzate alcune violazioni del Codice della Strada. È stata introdotta per promuovere la sicurezza e la prevenzione degli incidenti stradali.

Ogni automobilista parte, al momento dell’abilitazione, da un punteggio iniziale di 20 punti. Ogni due anni aumentano di due punti, fino ad arrivare ad un massimo di 30 punti patente. Al contrario, se si commettono infrazioni, avviene la decurtazione in base alla gravità dell’infrazione stessa.

I punti, però, possono essere recuperati. Per esempio, se nei due anni successivi non si commettono violazioni sono reintegrati tutti i punti sottratti con l’infrazione, ad eccezione per chi arriva a 0 punti sulla patente di guida.


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Se si giunge a quota zero, infatti, è necessario sostenere nuovamente l’esame di guida. Per evitare di rischiare di azzerare i punti patente è possibile seguire un corso di recupero. Nelle scuole guida sono disponibili appositi corsi per riacquistare i punti persi dalla patente, con la possibilità di reintegrare fino ad un massimo di 6 punti per ogni corso.

Decurtazione dei punti patente

La sanzione è commisurata alla gravità all’infrazione e può essere amministrativa, quindi multa, con la decurtazione dei punti, fino alla sospensione della patente oppure il sequestro del veicolo.

Ecco le principali infrazioni, con le rispettive decurtazione dei punti:

  • 1 punto – uso improprio dei fari
  • 2 punti – sosta in corsia riservata
  • 3 punti – mancato rispetto della distanza di sicurezza
  • 4 punti – circolazione contromano
  • 5 punti – mancato utilizzo delle cinture di sicurezza
  • 6 punti – passaggio con semaforo rosso
  • 8 punti – inversioni di marcia pericolose
  • 10 punti – guida in stato di ebbrezza.

Se è un neopatentato a infrangere una o più disposizione del Codice della Strada la decurtazione punti, per ogni infrazione commessa, è raddoppiata per un massimo comunque di 15 punti, se non sono state commesse infrazioni che comportano sospensione o revoca di patente.


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Cosa cambierà nel 2023

I tecnici sono al lavoro per cambiare il sistema dei punti della patente per tornare allo spirito originario, cioè quello di essere un deterrente per le infrazioni stradali. Si sta, inoltre, discutendo di modifiche relative anche alla revoca della patente.


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L’idea è di applicare più revoche a vita nelle circostanze gravi, piuttosto che sospensioni a tempo determinate. Oggi questo provvedimento è applicato, per esempio, nel caso di guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze.

Per quanto riguarda le sanzioni, infine, c’è anche la proposta di prevedere un meccanismo di proporzionalità rispetto al reddito.

Non ci resta che aspettare per vedere cosa effettivamente cambierà.

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