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Obbligatorio sulle auto nuove dal 1 aprile 2018, l’eCall permetterà di salvare più vite grazie alla chiamata d’emergenza in caso di incidente. Cos’è e come funziona

L’eCall è un dispositivo salvavita che consente di effettuare chiamate d’emergenza in caso di incidente stradale. Tutte le autovetture omologate nell’Unione Europea dal 1 aprile 2018 ne devono essere obbligatoriamente dotate.

 

Il Parlamento europeo diede, nel 2015, il via libera alla regolamentazione che sancisce l’installazione obbligatoria della tecnologia eCall su tutte le nuove auto a partire da aprile 2018. L’Italia è stato tra l’altro uno dei primi Paesi a dare il via alla sperimentazione su strada del progetto, nel maggio 2017.

 

L’intenzione di Bruxelles è quella di ridurre sensibilmente il numero delle vittime causate da incidenti stradali. Secondo la Commissione Europea l’eCall potrebbe salvare fino a 2.500 vite ogni anno. Entro il 2021 la Commissione europea valuterà gli effetti che il nuovo dispositivo avrà avuto effettivamente sulla riduzione degli incidenti e la rapidità dei soccorsi e deciderà se estendere l’obbligo anche per gli altri veicoli in circolazione, come autobus e camion.

 

L’eCall non mette a rischio la privacy dell’utilizzatore della vettura. Il sistema raccoglie solo “informazioni minime” e non consente che i dati raccolti dai centri di emergenza o dai loro partner siano trasferiti a terzi senza il consenso esplicito della persona interessata. Il dispositivo non è connesso in maniera permanente alla rete.

 

Come funziona l’eCall

 

Ci sono due modalità di funzionamento: manuale, dove il guidatore o un passeggero preme l’apposito pulsante sul cruscotto dell’auto per chiedere assistenza in caso di incidente o di malore, oppure automatico. In questo modo la chiamata di soccorso parte quando i sensori rilevano una forte decelerazione o parametri come l’apertura degli airbag. L’apparecchio chiama automaticamente il 112, numero unico di emergenza per i 28 Paesi dell’Unione europea. Il sistema è composto da un modulo radiomobile con connettività dati e geolocalizzazione Gps.

 

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Ecco le informazioni che arrivano ai soccorritori:

 

  • L’esatta collocazione temporale della chiamata (data, ora e minuti)
  • L’esatta localizzazione del veicolo (posizione GPS)
  • Direzione di marcia del veicolo
  • Tipo veicolo (marca, modello, colore ed eventuali merci pericolose trasportate)
  • Indicazione di quali sensori sono stati attivati (tipo di urto frontale, ribaltamento, ecc.)
  • Service Provider (nel caso l’utente abbia sottoscritto un apposito contratto aggiuntivo)
  • Indicazione del paese di immatricolazione del veicolo (lingua parlata dall’utente)
  • Veicoli speciali/user code
  • Tipo di chiamata (se manuale o automatica).

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